La vita di Malcolm X

fonte: http://www.laltramolfetta.it/pages/news_zoom.asp?id_news=7848 di Roberta carlucci

27/10/2010   Lunedì 25 Ottobre presso la Libreria Il Ghigno di Molfetta è scattata l’ora X. O meglio, l’ora di X, Malcolm X.
Questo personaggio dalla vita breve, intensa e straordinaria, segnata come quella di tanti grandi da una tragica e precoce morte, è il protagonista, con la sua biografia, dell’ultimo lavoro discografico partorito dal geniale estro compositivo del sassofonista e clarinettista jazz Francesco Bearzatti. Presso Il Ghigno, Bearzatti ha conversato circa questo lavoro con il noto critico musicale del Corriere del Mezzogiorno Fabrizio Versienti, alla presenza di un pubblico interessato ed attento.
Il sassofonista friulano è uno di quelli che dalle maglie strette della provincia, quella del profondo nord est, è riuscito a liberarsi per aprire le ali e spiccare il volo verso la capitale del jazz europeo, Parigi. Da anni residente in Francia, acclamato da un pubblico musicalmente colto e dalla critica italiana ed europea,già autore di una lunga discografia, è al suo secondo album con una solida formazione di musicisti di grande mestiere e creatività. Si tratta di Giovanni Falzone alla tromba (ex prima tromba de La Scala di Milano, da alcuni anni avventuratosi in un’esaltante carriera jazzistica), Danilo Gallo al basso (pugliese di origini foggiane) e Zeno De Rossi alla batteria (noto a molti per la sua collaborazione artistica col cantautore Vinicio Capossela e col trombettista jazz Enrico Rava; insieme a Gallo produce musica interessante e originale con l’etichetta El Gallo Rojo). Il gruppo si chiama Tinissima 4et, in onore di Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria friulana, a cui è dedicato il loro lavoro del 2008, Suite for Tina Modotti.
Anche X (Suite for Malcolm) , uscito il 20 Settembre scorso per Parco della Musica Records, distribuito da Egea, è un concept album, ovvero si dipana attraverso una composizione a tema e segue un assunto primario che sviluppa coerentemente e cronologicamente in tutto il cd, nella fattispecie raccontare un’altra vita multi sfaccettata e controcorrente come quella di Malcolm, ispirandosi alla sua autobiografia, scritta dal predicatore americano con la collaborazione di Alex Haley nel 1964.
Unico brano che esula dal concept è Kinshasa, bonus track dedicata al pugile nero Muhammad Alì, noto ai più come Cassius Clay , amico (anche se in modo controverso) di Malcolm, anche lui spesosi per la causa dei diritti degli afroamericani in quegli anni.
Il risultato è un album brillante, fatto di fraseggi entusiasmanti, che spaziano con non chalance dal jazz, al funky, al pop rock, a qualche accenno di dance, persino al rap, con un effetto di elettrizzante sorpresa all’ascolto. Stessa sorpresa che hanno provato i convenuti presso la libreria nell’ascoltare alcuni brani del cd che sono stati la linea guida della conversazione con Versienti. Bearzatti durante la conversazione ha avvicinato il pubblico tanto al suo album quanto alla figura di Malcolm X raccontando gli aneddoti della vita del predicatore con la stessa emozione con cui egli ha affrontato la lettura dell’ Autobiografia per ben tre volte (una in adolescenza, due prima di comporre l’album). Ha potuto spiegare così come siano nate le dieci tracce della Suite. Esse sono dieci come il numero romano che è appunto X, ergo nulla è stato lasciato al caso, come è nello stile di Bearzatti, amante delle parole e degli arrovellanti giochi che dal loro sapiente uso scaturiscono.
In serata, presso il Teatro Politeama Italia di Bisceglie, le note dell’album ascoltate nella libreria si sono tradotte in musica live. E, come sempre accade per gli artisti veramente capaci, le emozioni partorite dal vivo sono state ancor più coinvolgenti. Il racconto sonoro del Tinissima 4et è stato sottolineato, amplificato e arricchito dai disegni di Francesco Chiacchio, giovane illustratore fiorentino. I suoi disegni in bianco e nero, “espressionistici e chiaroscurali”, come li ha definiti Versienti, oltre a decorare il booklet del cd, sono stati proiettati in scena secondo il progetto multimediale ideato da Antonio Vanni. Vanni e Chiacchio appaiono così rispettivamente, come ha detto Bearzatti, il quinto e il sesto componente dei Tinissima. Chiacchio ha modulato la proiezione dei disegni secondo l’esecuzione dei dieci brani della Suite, per ognuno dei quali appariva in sovrimpressione il titolo. I titoli sono cruciali per la comprensione della storia, significativi quanto gli episodi della vita di Malcolm X che vengono raccontati. Il Prologue parte dal momento in cui stanno per ammazzarlo. Da lì inizia il racconto in flashback con Hard Times , ritratto dell’infanzia tremenda di Malcolm Little (cognome preso dalla famiglia di cui i suoi avi erano stati schiavi e al quale poi rinuncerà in favore di un’anonima ma simbolicamente fortissima X). Si procede cronologicamente con Smart Guy , brano sull’adolescenza irrequieta di un ragazzo intelligentissimo, vispo e da quel passo svelto che è reso dall’apertura sulla vivace batteria di Zeno De Rossi, dal corpo centrale di voci agili di sax e tromba, mentre la conclusione è affidata a un più nostalgico e meditativo assolo di basso di Danilo Gallo. Arriva la giovinezza di Malcolm sulle note di Cotton Club . Trasferitosi dalla sorella Ella a New York, egli inizia a frequentare i club e si fa anche apprezzare come ballerino di Lindy Hop. Qui Bearzatti si prende una licenza citando un brano anni Ottanta della propria adolescenza, inserendolo su una ritmica disco e un tema bop. Poi arriva un po’ di funk con dei groove alla Prince sulle note di Prince of Crime , un gioco di parole, l’ennesimo, sul nome del cantante americano e sul fatto che Malcolm fosse diventato un vero principe del crimine, spacciatore nonchè rapinatore. Questo lo porterà al carcere, dove, astinente, chiuso in cella di rigore, date anche le sue continue bestemmie, si guadagnerà il soprannome di Satana. E il brano intitolato appunto Satan in Chains è un succedersi di note convulse, bestemmie musicali, urla filtrate dagli ottoni che poi si distendono e si aprono nella melodia del successivo brano, Conversion , il punto focale attorno al quale s’è sviluppata tutta la Suite. Malcolm entra in contatto con Elijah Muhammad e si converte all’Islam. Inizia da analfabeta uno studio “matto e disperatissimo”, perdendo anche molte diottrie (da lì l’abitudine di portare i suoi famosi occhiali stile browline della Shuron Ltd. ), fino poi a scalare i vertici della Nation Of Islam (N.O.I. ) e a sostituire Elijah nel ruolo del leader della setta. Di questo si parla in A New Leader , unico brano dove Bearzatti usa l’elettronica. Si torna alla melodia toccante e amara, condita da un lirico assolo di Falzone, in Betrayal per raccontare il tradimento degli stessi membri della N.O.I. verso Malcolm. Egli compie allora il viaggio a La Mecca dove scoprirà quanti falsi dogmi gli fossero stati insegnati da Elijah; così torna in America e fonda una comunità nuova (motivo tra i tanti che porteranno al suo assassinio), con cui vuole predicare la vera uguaglianza tra gli uomini, qualunque sia il colore della loro pelle. In questo capitolo della Suite chiamato Hajj il suono flautato dello xaphoon di Bearzatti rende benissimo le atmosfere orientali, per poi lasciare il passo alla conclusione, X (Epilogue) , il brano che simboleggia la morte e il funerale di Malcolm e in cui la coscienza del leader afroamericano si racconta, sui suoni campionati del prologo, attraverso le parole del rapper Napoleon Maddox. Sullo sfondo volti disegnati di persone compongono man mano una grande X che si staglia dietro al quartetto, il quale ascolta tutto il brano senza suonarlo, quasi in preghiera per la morte di Malcolm. A lui i quattro tributano idealmente il loro omaggio funebre girandosi a metà brano e guardando fisso la X, mentre arrivano dalle casse le note del sax che piange arrabbiato e disperato la perdita di una figura così illuminata. In fondo Malcolm oggi potrebbe essere ancora vivo e intellettualmente prolifico, essendo nato ottantacinque anni fa.
Il pubblico ha partecipato in maniera emotiva e commotiva al racconto di tutta la storia e si è sciolto in un momento di gioia e festosità durante il fuori programma, Kinshasa, che fa colare da ogni nota vivacità, brio ed effervescenti umori africani. Una serata caratterizzata dalla circolazione di buone vibrazioni e di ottima musica che difficilmente i molti presenti dimenticheranno e che ha divertito e trascinato gli stessi musicisti.

di Roberta Carlucci

La vita di Malcolm Xultima modifica: 2010-10-28T18:39:58+02:00da uhjazzjebell
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