Hank Jones, la storia del jazz tra le dita

Dall’alto dei suoi novant’anni, Hank Jones può vantare collaborazioni che attraversano tutta la storia del jazz, da Charlie Parker a Joe Lovano. Il pianista, al Manzoni domenica 19 per «Aperitivo in concerto», si presenta alla guida di un trio con George Mraz al contrabbasso e Carl Allen alla batteria. Se il titolo del live è «Tribute to Bop», il solista di Vicksburg, Mississippi, è in realtà solista enciclopedico, in grado di passare dallo swing al be bop pur mantenendo un approccio alla tastiera altamente personale. Unico sopravvissuto di una famiglia di celebri jazzisti (il fratello batterista Elvin suonò con John Coltrane, Thad fu un apprezzato trombettista e arrangiatore) Hank Jones ha vissuto da giovane musicista l’epopea del be bop negli anni ’40 e ’50 per poi unire il suo nome a Coleman Hawkins e in seguito a Ella Fitzgerald per le tournée internazionali di «Jazz at the Philharmonic». In anni più recenti la sua curiosità e inventiva musicale l’hanno avvicinato a musicisti come il contrabbassista Charlie Haden e al tenorista Joe Lovano con cui ha suonato in duo. Ma è in trio che Jones trova la sua dimensione ideale, offrendo agli appassionati l’occasione di ascoltare un maestro che dialoga alla pari con le invenzioni di Art Tatum e Bud Powell.

http://www.corriere.it/vivimilano/concerti/articoli/2008/10_Ottobre/13/jones_la_storia_del_jazz.shtml

Hank Jones, la storia del jazz tra le ditaultima modifica: 2008-10-16T09:20:41+02:00da uhjazzjebell
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